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Pensieri notturni

Tue Jun 10, 2008, 3:23 PM
  • Mood: Lust
  • Listening to: bzzzz
  • Reading: Feininger
  • Watching: pixels
  • Eating: nd
  • Drinking: nd
Merito di una mosca che ronzava a luci spente in camera.

Riflettevo sulla differenza fra fotografia tradizionale, a pellicola per intenderci, e fotografia digitale.
E pensandoci bene, non posso che riconoscere la superiorità di quest'ultima -la digitale- quale mezzo espressivo, per trasmettere emozioni, fantasie o solamente creare immagini molto belle e capaci di catturare un veloce sguardo. E non certo per merito di un sensore CCD da 10 Megapixel, che, a fare 2 conti, non sono altro che 3000 x 3000 pixel o giù di li..un po' pochino se confrontati con il numero di molecole agli ioni di argento fotosensibili presenti sull'emulsione di una pellicola tradizionale.
E neppure per merito degli zoom tuttofare (autofocus stabilizzati) che così tanto popolano i mercati odierni, e che a detta di tanti permettono di scattare foto all'istante capaci di cogliere il carpe diem quotidiano.
Quanto,e direi soprattutto, per l'apparato grafico che attraverso un semplice software come photoshop è capace, con maschere, filtri, effetti preimpostati e non, bilanciamento gamma-dei colori-e di quant'altro anche assomigli di poco ad un'onda elettromagnetica, collage&bricolage -- è capace, dicevo, di stravolgere un'immagine. A tal punto da renderla così diversa dall'originale, magari una piccola piccola foto completamente anonima e per nulla espressiva, che messe una di fianco all'altra sembrino figlie di padri estranei. Per dirla breve, credo che un bravo manipolatore di photoshop riesca a tirar fuori da qualsiasi scatto sterile una immagine capace di rapire l'attenzione.
E questo è simbolo che lo strumento espressivo in questione -la fotografia digitale- ha in se una forza e delle potenzialità espressive che sono inarrivabili alla fotografia tradizionale. A volte, quando mi capita di scattare tradizionalmente delle foto "insulse"..beh che ci crediate o no per quanto uno si possa adoperare in camera oscura, queste restano insulse tanto quanto lo erano in partenza. Se ci prefiggiamo come scopo creare "cose" strane, inusuali e comunicative, ebbene digitalizzatevi! Però, una volta digitalizzati, pensate a corredare il vostro lavoro anche di qualche altro stimolo sensoriale, tipo una bella musica, o un odore o un'impressione tattile! sarebbe di certo ancora più comunicativa!
Vedo spesso per venezia tanti fotografi-anche professionisti- che si affannano al pulsante di scatto con una frequenza tale che secondo me potrebbero concorrere ad una gara di tremore del dito indice. Affannati di cogliere uno scorcio diverso da un'altro o da un'altro ancora che differiva dal primo per un nulla.
E mi torna sempre alla memoria il buon Dante, e la camera delle scimmie...
Non la sapete?? beh, mettete in una camera un centinaio, anzi no un migliaio, di scimmie con davanti una macchina da scrivere, insegnate loro a premere i tasti a caso, ed aspettate. Matematicamente è sicuro che prima o poi una di esse comporrà la divina commedia!
Non ci credete?? provate provate... anche solo a premere a caso i tasti della tastiera, andate avanti finche non avrete composto quella nota poesia ermetica, "Al mattino" ..m'illumino d'immenso.. non ci vorrà poi molto!!!
Ecco, quando vedo tutti questi "maratoneti" del pulsante di scatto, penso al povero Dante che è stato così fortunato di "azzeccare" la divina commedia al primo colpo.La fotografia tradizionale, che non può contare certo su scatti infiniti (provate voi a sviluppare un centinaio di foto, bisogna tirare la cinghia!!) e una volta impressionato il negativo completa una buona metà del processo di creazione dell'immagine -l'altra metà è nella camera oscura- pone al fotografo il problema di pensare e ragionare su cosa voglia esprimere tramite la fotografia, quale soggetto, quale emozione, quale situazione, quale atmosfera, e lo costringe a creare la propria "espressività" tramite gli strumenti che l'apparecchio in questione gli mette a disposizione -(fuoco,diaframma,esposizione,mosso_nonmosso etc).
Strumenti, o accorgimenti fotografici, (ovvero tecnica) ,che pur essendo molteplici, anzi pressochè infiniti, sono certo molto e molto più limitati di quanto non competa ad un programma di fotoritocco.
La "foto" tradizionale non è quindi il primo passo di un lungo processo di rielaborazione post scatto-correzione errori-riadattamenti e cura di bellezza varii-, ma quasi il quadro finale delle mire comunicative del fotografo.
Ed il fotografo che riesce nel suo intento potrà dirsi a buon dire "bravo",come lo era Dante, e non fortunato..
Bravo lo è anche il professionista-e-non che col digitale, e la sua rielaborazione, riesce a ricreare ciò che voleva esprimere in principio. Il suo compito, però, è quantomeno diverso se non estremamente facilitato.
Il "tradizionalista" sa che prima di scattare una foto deve aver ben chiaro cosa vuole esprimere, e con che mezzi farlo, perchè non ci saranno zattere di salvataggio a cui aggrapparsi dopo il click della fotocamera.

E questa è di gran lunga la cosa più difficile.

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Comments


:iconmastersilver88:
Foto stupende dell'altopiano di Folgaria, e di altri posti che mi stanno a cuore.
Complimenti, mantieni la curiosità che si vede in ogni foto!:D

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:iconfallfromgracex:
Thank you for the :+fav:!! (:
:iconexplosive-mind:
thanks a lot for adding rock on the countryside in ure favs!!

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everybody knows we need oxygen to breathe
:iconalimuse:
Thanks so much for adding Trestle Structure to your favorites! :D

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"Uncertainty is the essential, inevitable, and all-pervasive companion to your desire to make art. And tolerance for uncertainty is the prerequisite to succeeding." David Bayles and Ted Orland
:iconjozefm:
Thanks for the favorite.:hug:
:iconterraariafuocoacqua:
ciao! ci sono anch'io! :)

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certa gente ha fatto la fila per tre volte quando gli Dei hanno distribuito la stupidità

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